Le origini della posturologia, dell’idea di proproiocezione e… del collaudato metodo diagnostico-terapeutico da noi adottato.

Il concetto di posturologia, concetto assai diffuso nell’ultimo periodo, in realtà è molto antico e se ne sentiva parlare già ai tempi di Aristotele

Facciamo un passo indietro fondamentale perchè il concetto di posturologia, come anticipato nel titolo, va a braccetto con il concetto di propriocezione. Ma cos è la propriocezione?
La propriocezione può essere considerata il nostro “sesto senso” che consente di informare il cervello della posizione del corpo nello spazio.
Sherrington l’aveva descritta perfettamente già nel 1906, ma ancora oggi rimane pressoché sconosciuta o non ritenuta importante per molti professionisti sanitari. L’insufficiente conoscenza della propriocezione e della postura si ripercuote sulla salute del 10% (dato a nostro avviso sottostimato…) della popolazione dei Paesi industrializzati, che manifesta sintomi quali dolori diffusi, limitazioni della mobilità articolare, vertigini e capogiri, disturbi sensoriali e percettivi, deficit dell’attenzione e difficoltà di apprendimento: sono tutte problematiche che permangono a lungo e influenzano in modo determinante la qualità della vita delle persone.
La paternità del termine “Posturologia”, invece è da attribuirsi a Pierre-Marie Gagey, medico del lavoro che ha studiato diversi casi di operai caduti da impalcature che presentavano quella che lui aveva definito come ‘Sindrome Vertiginosa post commozionale’. Questa sindrome costringeva gli operai a lavorare a terra, con una notevole riduzione del salario. Fu questo l’incentivo che spinse il dott. Gagey ad iniziare degli studi in tal senso, portandolo poi ad affermare che il controllo motorio è gestito da un sistema che funziona in modalità non lineare facendo intervenire una serie di recettori. Lo scopo della Posturologia è quello di manipolare i segnali in entrata ricercando quella o quelle in grado di riportare il sistema ad una simmetria tonica fisiologica. Questa è la nascita ufficiale della posturologia, all’incirca a metà del secolo scorso.
Nello stesso periodo, ma da un’altra parte d’Europa, in Portogallo, un medico fisiatra dell’Ospedale Universitario Santa Maria di Lisbona, il dott. Dr Martins da Cunha, identifica e definisce la Sindrome da Deficit Posturale –SDP– dopo aver visitato oltre 30.000 pazienti, in cui  vengono descritti una serie di sintomi apparentemente non collegabili tra loro, descrivendola come ‘’una nuova entità clinica di natura funzionale caratterizzata da un evidente cambiamento posturale dovuto principalmente ad un cambiamento dalla biomeccanica ideale determinato da un deficit dell’informazione propriocettiva e/o visiva’’. E ancora: “attitudine corporea stereotipata, scoliotica, con ipertonia asimmetrica dei muscoli paravertebrali e toracici ed un appoggio plantare anch’esso asimmetrico, dominato da una deviazione dello sguardo a destra e/o sinistra”.
Questa definizione cambia completamente il concetto di Posturologia, non si interesserà più solamente ai “vertiginosi”, ma anche ad una serie di malati con disturbi muscolo-articolari e  cognitivi.
Come fa l’uomo a reagire alla forza di gravità, quali sono i meccanismi che regolano il tono muscolare e che ci permette di mantenere l’equilibrio in posizione statica e dinamica?
Grazie ai primi scritti sulla cibernetica degli anni ’50 nasce l’idea che  la posizione del corpo nello spazio sia sorvegliata non da un organo privilegiato, come sostenuto fino ad allora, ma dalle informazioni che vengono da un’insieme di informazioni sensoriali che collaborano (sistema vestibolare, visivo, cutaneo e propriocettivo).
Esiste una chiara differenza tra postura propriamente detta e posturologia di cui la postura non è che un sintomo tra gli altri e non lo scopo finale.
E’ Henrique Martins da Cunha che scrive chiaramente nella definizione di Sindrome da Deficit Posturale che le disarmonie della postura osservate sono legate ad una disfunzione sensoriale; questo significa che se il paziente osservato è di traverso, ciò avviene perché il suo sistema posturale gli invia una informazione falsa, facendogli credere che invece sia diritto. In questo modo, la postura non è che l’aspetto apparente di un disturbo sensoriale che si esprime nel paziente come tanti altri segni.
Per tale motivo noi preferiremmo sostituire il termine postura con PERCEZIONE e parlare di DISPERCEZIONE nel caso di anomalie sensoriali!
Tutte le nostre terapie, dunque, sono volte al riequilibrio del sistema propriocettivo e quindi al ripristino di una corretta postura.